Relazione e legame tra ansia, attacchi di panico e depressione

 

In molti casi si assiste a pazienti che oltre a soffrire di attacchi di panico soffrono anche di ansia e depressione. Naturalmente è chiaro lo stretto legame tra ansia e attacchi di panico. Si può comprendere come il paziente che soffre di crisi di panico, di cui non riesce a comprenderne le cause e non riesce a trovare strategie di cura se non quella che apparentemente limita la frequenza delle crisi e che spesso consiste nell’evitamento di una serie di situazioni predisponesti alla crisi, e in alcuni casi diventa quasi isolamento dalla vita sociale, inferisca u duro colpo al proprio umore. La depressione può comparire quando il paziente inizia a convincersi che in conseguenza del proprio disturbo non gli sarà più possibile avere una vita normale.

Questi pazienti dovrebbero intervenire prima possibile, rivolgendosi ad uno psicoterapeuta qualificato e soprattutto in grado di riconoscere e formulare le caratteristiche del disturbo, analizzarlo in tutte le sue particolari e individuali variabili, quindi essere in grado di scegliere e proporre le migliori strategie e tecniche di cura.

Molti pazienti hanno tentato in passato trattamenti inefficaci, magari hanno fatto più tentativi, senza riuscire a trovare una soluzione reale e definitiva, per questo motivi si sentono molto scoraggiati e alimentano sempre di più la convinzione che una cura definitiva non sia possibile. Naturalmente si comprende lo scoraggiamento, tuttavia bisogna sapere che il disturbo di attacchi di panico è un disturbo che con un trattamento da parte di professionisti competenti, si cura definitavene e in tempi brevi.

 

Si assisterà ai primi miglioramenti sin dalla prima seduta, appunto quando vi saranno date le prime informazioni veramente necessarie ad una rivalutazione del proprio disturbo, della propria situazione, della reale possibilità di guarire in modo definitivo dagli attacchi di panico.

I sintomi dell’ansia spesso si associano ai sintomi della depressione;   Ci sono diverse dinamiche che ci spiegano come l’ansia non curata in molti casi fa comparire la depressione. Tra i più semplici modelli da comprendere c’è quello che ci spiga come la persona che soffre a lungo  di ansia e attacchi di panico inizierà a credere che nulla si risolverà più, che la propria condizione peggiorerà sempre di più e che non esiste alcuna speranza… ovviamente chi arriva a credere in modo convinto in questi pensieri è già in una condizione di umore basso.

Queste convinzioni negative portano a perdere l’entusiasmo a fare le cose e ad avere sempre di più il desiderio di isolarsi. L’isolamento, la perdita delle relazioni sociali porta in molti casi alla depressione. Naturalmente questa condizione è risolvibile partendo dal riconoscimento degli schemi di pensiero su cui si innesca. Una buona psicoterapia fronteggerà sia i problemi di ansia che i problemi di depressione insistendo particolarmente su quella che ne è stata la causa, ossia la condizione di ansia e panico.

L’ansia e gli attacchi di panico possono innescarsi e autoalimentarsi l’uno sull’altro crendo una base di ansia che sfocia in sempre più frequenti attacchi di panico. E’ quando il paziente si accorge che la propria condizione va oltre un semplice e passeggero stato ansioso che questo chiede aiuto. Un forte stato di ansia e preoccupazione per la propria condizione di salute, aumenta notevolmente la possibilità di assistere a fenomeni di attacchi di panico.

Naturalmente per risolvere il problema è utile partire dai primi attacchi di ansia o di panico, riconoscendo in quelle situazioni quali sono state le convinzioni che il paziente si è costruito e nel tempo ha sempre di più alimentato.

Tra gli obbiettivi del terapeuta c’è quello di riconoscere le “cause” del disturbo e spiegarle chiaramente

Tra i principali obiettivi che deve raggiungere il terapeuta, ed anzi, da cui deve partire per poter ottenere dei buoni risultati della psicoterapia c’è quello di riconoscere le cause che hanno predisposto le prime crisi ad esordio del problema, e di spiegarle in modo molto chiaro al paziente al fine di permettere al paziente stesso di comprenderne le origini. A questo punto si trovano quelle variabili cognitive capace di spiegare come mai l’ansia del paziente si presenta e persiste nelle diverse occasioni.

L’ansia, bisogna ricordare, che è una emozione giusta in normale, che è la giusta e normale risposta alle diverse situazioni di pericolo. In molti casi è proprio l’ansia che ci permette di salvare la nostra vita in situazioni di pericolo in cui la nostra incolumità potrebbe essere messa a rischio.

In molti casi proprio attraverso La percezione di pericolo segnalata dallo stato d’ansia risulta fondamentale per proteggerci da eventuali gravi danni. Tuttavia, quando l’ansia genera paura in modo irrazionale rispetto alle normali situazioni di vita quotidiana, allora l’ansia stessa diventa un ostacolo a condurre una vita sana e normale.

L’attacco di panico risponde alla percezione violenta e improvvisa che qualcosa di pericoloso stia per accadere. La persona inizia a temere che qualcosa di grave, e che sta per mettere in grave pericolo la sua vita stia per accadere. Si conta di almeno una persona su 75, almeno una volta nella vita ha vissuto un episodio di panico. Numerosi studi scientifici dimostrano come i disturbi d’ansia, quindi anche il disturbo di attacchi di panico sono tra i disturbi più diffusi. Seguono quindi le fobie e il disturbo ossessivo compulsivo. Da sapere inoltre il disturbo di attacchi di panico stesso si presenta in comorbità al disturbo di ansia sociale e al disturbo di depressione.

 

DEPRESSIONE, ATTACCHI DI PANICO E ANSIA

 

I disturbi depressivi sono altrettanto frequenti e spesso richiedono anch’essi un intervento terapeutico

Solitamente anche la terapia sulla depressione restituisce ultimi risultati.

Naturalmente tutto il lavoro di riconoscimento e diagnosi deve essere fatto da un terapeuta esperto. La depressione insieme ad una diagnosi differenziale riconosce di sintomi distinti che è facile individuare

  • Essere triste e di cattivo umore per gran parte del tempo, senza un reale motivo;

essere di cattivo umore e tristi senza un reale motivo per la maggior parte del giorno e per diverse settimane

  • Sentirsi perennemente stanco;

percepire un senso importante di mancanza di energia e facilità a stancarsi

  • Non godere più per nessuna cosa o situazione per quanto piacevole possa essere;

accorgersi di non provare piacere e interesse per la maggior parte delle attività o delle situazioni

  • Isolarsi da tutti;

la persona preferisce mantenersi isolata in disparte, per questo spesso evita le situazioni sociali preferendo rimanere nella propria casa

  • Essere sempre irritabile, ansioso, arrabbiato;

il soggetto stesso risulta facilmente irritabile e arrabbiato, soprattutto quando vengono contraddette le sue volontà

  • ci si accorge di avere grave il volontà a concentrarsi o a mantenere la concentrazione
  • il paziente assiste o ad una diminuzione dell’appetito o ad un aumento dell’appetito, quest’ultima condizione molto più raramente, con conseguente diminuzione del peso, o aumento del peso solito.
  • solitamente il paziente ha importanti alterazioni del ritmo sonno-veglia: ad esempio, potrebbe avere difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno. Potrebbe avere difficoltà a riaddormentarsi dopo essersi svegliato la mattina presto. Alcuni soggetti passano nel letto la maggior parte della giornata
  • il paziente può sentirsi in colpa verso parenti o persone care per il proprio stato o la propria condotta
  • Provare dolore senza motivo;
  • la persona potrebbe preoccuparsi eccessivamente per questioni di poco conto

si potrebbe assistere a frequenti crisi di pianto

  • nei casi molto rari la persona potrebbe fare idee di morte

 

Solitamente è un indice importante la presenza di cinque dei sintomi presentati inoltre la persona che assiste a questo stato di un periodo prolungato oltre le due settimane potrebbe necessitare di un sostegno o di un vero e proprio trattamento.

Si assiste con frequenza alla presenza di un disturbo di attacchi di panico che si presenta insieme ad un disturbo depressivo. Solitamente il disturbo di partenza è quello di ansia, di attacchi di panico i quali, presentandosi con sempre maggiore frequenza e intensità alimentano nel paziente la paura di potersi trovare davanti ad una nuova crisi in un qualsiasi momento. Il paziente quindi inizia vivere uno stato di allarme continuo; tutto inizia ad essere percepito come un pericolo, inizia a pensare sia meglio non allontanarsi dalle zone sicure, inizia a credere che tutto sia pericoloso e richieda uno sforzo il paziente inizia a temere di non riuscire a sopportare. Questo stato è sufficiente per alimentare una condizione depressiva.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Viale Mazzini, 76 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 © 2016 Frontier Theme
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